FATTE

Le fatte (più comunemente dette feci) sono un’importantissima fonte di informazioni sugli animali che popolano un territorio, sulle loro abitudini e sul loro stato di salute. Sono inoltre abbastanza facili da individuare, molto più delle orme ad esempio, e, altro vantaggio, si conservano molto a lungo.
Per cominciare ad imparare a riconoscerle, faremo una suddivisione di base:
  • fatte a pallottole, più o meno grandi e numerose, appartengono ad un erbivoro
  • fatte allungate, cilindriche e con eventuali ciuffi di pelo alle estremità sono di un carnivoro


  • Detto questo, vediamone alcune degli animali più importanti:
  • Capriolo:arrotondate e di piccole dimensioni (1 cm circa)
  • Camoscio: ancora più piccole di quelle di capriolo e quasi perfettamente rotonde
  • Cervo: molto diverse da maschio a femmina, quelle della femmina sono molto più allungate di quelle del maschio, che sono appuntite ad un’estremità e schiacciate nell’altra. In tutti e due i sessi sono cilindriche e relativamente di grandi dimensioni (fino a 3 cm)
  • Muflone: assolutamente simili a quelle di una pecora, molto scure, un mucchio di cilindri aventi ognuno molti ripiegamenti su se stesso, si trovano in grande quantità
  • Lepre: palline molto piccole, perfettamente sferiche e che sembrano fatte completamente di erba, si trovano di solito sparpagliate, non fa mai veri e propri “mucchietti” come i cervidi
  • Mustelidi: le fatte dei mustelidi sono molto simili tra loro. Si contradditinguono per il fatto che sono molto allungate, sono molto fine e si trovano abbastanza esposte e solitamente curvate o in forma di spirale
  • Volpe: la fatte sono deposte in luoghi esposti (ciuffi d’erba, pietre, tronchi) per segnare il territorio. La forma varia tantissimo, a seconda della dieta dell’animale,da cilindri molto allungati con lunghi ciuffi di pelo alle estremità, a pallottoline molto piccole, a qualcosa di più fluido se ha mangiato frutta. La caratteristica costante rimane comunque la posizione: sempre esposta e ben visibile
  • A cura di Marta Lera, Michela Piva, Luca Sciullo e Valentina Zanetti