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GLACIAZIONI e CARSISMO L'era glaciale ha lasciato in eredità una serie di forme che connotano in modo
significativo molti ambienti del Parco. Durante l'ultima grande glaciazione, avvenuta da 75.000
a 10.000 di anni fa circa, l'area del parco è stata interessata dalla presenza sia di piccoli
ghiacciai locali, insediatisi nelle zone sommitali della catena, sia di ghiacciai vallivi di
rilevanza regionale. I circhi (localmente indicati come van, buse, cadin) sono le forme glaciali
più significative nei paesaggi d'alta quota del Parco. Modellati da piccoli ghiacciai locali,
assumono in genere la forma di grandi nicchie, coronate da versanti ripidi e con ampio fondo quasi
pianeggiante o a conca. Nel Parco, il fondo dei circhi risulta spesso rimodellato da processi di
dissoluzione carsica. Le forme più tipiche di depositi glaciali riscontrabili in alta quota sono gli
argini morenici, che assumono l'aspetto di collinette detritiche allungate o arcuate, segnalando di
norma le posizioni raggiunte da una lingua glaciale prima di una fase di ritiro. Il graduale ritiro
del grande ghiacciaio del Piave lascia in eredità una morfologia ondulata, con conche e depressioni.
Le forme carsiche, originate dalla lenta azione solvente operata dall'acqua sulle rocce calcaree e dolomitiche, concorrono a qualificare e a impreziosire alcuni degli ambienti più suggestivi e di maggior valore ambientale del Parco. L'altopiano Erera - Piani Eterni rappresenta l'unità carsica più importante per la varietà e la densità delle tipologie carsiche presenti in quanto caratterizzato da estese superfici rocciose a quote comprese tra 1700 - 1900 m, sulle quali il carsismo trova spesso le condizioni ideali per svilupparsi. Ricerche ed esplorazioni sistematiche da parte degli speleologi hanno condotto finora al rilevamento di oltre 200 cavità. L'abisso più profondo è stato esplorato fino alla profondità di -966 metri. | ||||||||||
A cura di Anna Burelli, Maria Casagrande e Alberto De Marchi
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