|
|
MAMMIFERI
Tra i mammiferi di maggiori dimensioni e più facili da incontrare ci sono gli ungulati:
CAMOSCIO
Il Camoscio (Rupicapra rupicapra) vive lungo i confini tra il bosco e le
praterie di alta quota, ma in inverno scende fino a quote che raggiungono i 600 metri. Ha una vita
media di circa 20 anni ed è di dimensioni simili a quelle del capriolo (l 130cm; h 80cm).
Il periodo riproduttivo inizia nel tardo autunno; le femmine
partoriscono un solo cucciolo in primavera,ed è possibile che si formino i cosiddetti asili: in
pratica una femmina di camoscio può prendere in custodia i cuccioli di altre femmine. Il camoscio
si è adattato a muoversi su pareti rocciose e scoscese. Il manto del camoscio è di un marrone chiaro
in estate, invece durante il periodo invernale diviene più scuro, anche se ciò che lo caratterizza di
più sono le nere corna ad uncino. Le femmine e i giovani vivono assieme in branchi, al contrario
dei maschi adulti che si uniscono ai branchi solo per il periodo dell’accoppiamento. Se in pericolo
emette un particolare fischio di allarme. Anche questa specie possiamo trovare un gran numero di
esemplari, quasi 3000 nel Parco.
MUFLONE
Il Muflone (Ovis musimon) non è un tipico animale della zona, anche se si
è adattato bene nel territorio dopo essere stato introdotto dall’uomo negli anni ’70 dalla
Corsica e dalla Sardegna. Più grande d’un capriolo ma è un ovino. Identificabili i maschi soprattutto
per le vistose corna ritorte, assenti quasi del tutto nelle femmine. Vive nei pascoli montani e nei
boschi. Si nutre di piccoli arbusti e graminacee. Si riproduce nella stagione autunnale. Un’ altra
analogia con il capriolo è il fatto che anche lui si ciba nelle ore meno luminose della giornata mentre di
giorno preferisce nascondersi da occhi indiscreti. I maschi adulti posseggono un manto marrone-rossastro con
due vistose macchie bianche ai fianchi, il muso invece si schiarisce col passare dell’età. I giovani e
le femmine vivono in branchi a se stanti, divisi dai maschi, i quali vivono anche loro in comunità per
incontrarsi poi individualmente con le femmine in autunno. Questa specie è meno diffusa delle precedenti
(circa 200 unità) ma è più facile incontrarla nei pressi del monte Pizzocco.
| ||||||||||||||
A cura di Francesco Favaro
|