CONFUCIO
Il nome cinese
è K'ung fu-tzu, cioè "il
maestro Kung"; quello che noi conosciamo è la forma latina Confucius,
che gli diedero i primi missionari gesuiti giunti in Cina. Visse tra il 551-479
a.C. Fu una delle figure più significative della storia cinese. Confucio
nacque nello stato di Lu
(odierno Shandong) da una nobile famiglia; tuttavia crebbe orfano del
padre e in povertà; questo, però, non gli impedì di ricevere
una raffinata educazione, caratterizzata dalle tradizioni culturali sviluppatasi
con la dinastia Chou; dopo
essersi dedicato al lavoro manuale, partì per impegnarsi nell’insegnamento
itinerante, istruì sempre più discepoli e la sua fama di uomo
colto e rispettoso della tradizione crebbe. Questo grande pensatore si impegnò
per frenare e controllare la corruzione morale e politica della Cina del suo
tempo, servendosi della lettura dei classici dell’antica letteratura cinese,
della musica, che a quel tempo era importantissima nelle cerimonie religiose
e politiche, e della riscoperta dei precetti degli antichi sapienti.
Confucio era un modesto funzionario, ma all’età di cinquant’anni
fu nominato, nello stato di Lu,
ministro della Giustizia; diventò, quindi,
un grande riformatore, giusto amministratore dei pubblici beni e un integro
persecutore dei criminali; grazie a lui lo stato di Lu divenne così potente
che il governatore di un regno vicino si impegnò perché si dimettesse,
cosa che comunque avvenne nel 496 a.C.
Confucio ritornò allora alla vita itinerante che lo aveva caratterizzato
precedentemente, cercando invano un signore disponibile ad attuare le sue riforme.
Nel 484 a.C. tornò, senza successo a Lu,
dove continuò a vivere dandosi alla scrittura di alcune opere che commentavano
testi classici dell’antichità. Alla sua morte, nel 479, le sue
spoglie furono sepolte a Qufu.
TESTIMONIANZE
DELLA SUA VITA
Confucio non scrisse mai i suoi insegnamenti di suo pugno, ma le testimonianze
che abbiamo sono tutte dovute ai suoi discepoli.
Il Lun-Yü (Dialoghi)
è considerata la fonte più affidabile sulla vita e le dottrine
di Confucio; si ricorda anche un lavoro storico probabilmente compilato e da
lui stesso curato, il Ch'un Ch'iu (Primavera
e autunno), un compendio annalistico della storia cinese nel regno di
Lu dal 722 al 481 a.C. Confucio
desiderava essere considerato un divulgatore dei testi antichi, ma i suoi insegnamenti
divennero oggetto di venerazione e culto ufficiale per le generazioni successive.
Il fulcro dell'insegnamento di Confucio consistette in un tentativo di restaurazione
dei valori di una moralità antica, che fonda le azioni umane qualificabili
come doveri sulle cinque virtù di gentilezza,
rettitudine, decoro, giudizio e lealtà, nonché sulla venerazione
per i genitori, sia in vita che nel lutto. La sua concezione del potere
era paternalistica ed egli insegnò a tutti di osservare attentamente
i doveri verso lo stato.
CITAZIONI
Qui vi riportiamo tre tra le molte citazioni del grande Maestro:
A quindici anni mi impegnai a imparare.
A trenta mi sono retto in piedi.
A quarant'anni sono cessati i dubbi.
A cinquanta ho conosciuto la volontà del Cielo.
A sessanta l'orecchio si è fatto obbediente.
A settanta, posso seguire i desideri dell'animo, senza infrangere le regole.
Il diritto di governare non l'hanno i nobili di nascita
Ma soltanto quelli che hanno nobile comportamento e capacità.
Il Cielo parteggia solo per colui che è riverente
Il popolo ama solo colui che è benevolente
Gli spiriti accettano solo i sacrifici di colui che è sincero