Trattato di Utrecht

 

La pace di Utrecht (1713), stipulata tra Francia e Spagna da una parte, Inghilterra, Olanda, Portogallo e Piemonte dall'altra, non impone alcun onere finanziario alla Francia, e lascia integra la sua consistenza territoriale in Europa (cadono, cioè quelle condizioni dei preliminari dell’Aia che avevano previsto il pagamento di una pesante indennità di guerra da parte della Francia e il suo ritorno ai confini del 1648). Luigi XIV deve però cedere all'Inghilterra le due colonie canadesi di Acadia e Terranova, smantellare le fortificazioni di Le Havre e Dunkerque, riconoscere i diritti al trono inglese della dinastia hannoveriana e cacciare dal suolo francese il pretendente Giacomo III. Il trono spagnolo è definitivamente assegnato a Filippo V (di moda che la dinastia dei Borbone subentra a quella degli Asburgo), il quale, però, si impegna a lasciare il Belgio e la Lombardia all'Austria (quando l'imperatore accetterà la pace), e accetta di cedere al Piemonte la Sicilia (il duca di Savoia diventa perciò re di Sicilia) e all'Inghilterra Gibilterra, strategicamente fondamentale per controllare l'accesso al Mediterraneo, e Minorca, nonché l'asiento (cioè il diritto esclusivo di vendere schiavi nell'America spagnola) e il cosiddetto vascello di permissione (cioè il diritto di far entrare le sue navi mercantili in tutti i porti della Spagna e dell'America spagnola).

L’imperatore Carlo VI, escluso dalla successione spagnola, non accetta queste condizioni di pace, e continua a combattere contro Francia e Spagna. Ben presto, però, si accorge di non essere in grado di raggiungere alcun obbiettivo per via militare, e arriva così a stipulare con Luigi XIV la pace di Rastadt (1714).

 

 

INDICE FRANCIA

Tratto da M.Bontempelli e E.Bruni "Storia e Coscienza storica"   Trevisini Editore.