LA PRUSSIA NEL SETTECENTO

All'inizio del XVII secolo la Prussia si trovava governata da Federico III (1688-1713) che ottenne dal papa la corona reale con il nome di Federico I. Questi, trovato un paese già riorganizzato (ad opera di Federico II ), iniziò una politica di sviluppo culturale, creando accademie e istituzioni di riforme sociali ed amministrative.

Il suo successore Federico Guglielmo I (1713-1740) lasciò tracce durature nell'organizzazione del paese, soprattutto nell'esercito e nella burocrazia, con lo sviluppo dello spirito patriottico e di disciplina prussiana. Conquistò vasti territori, pareggiò il bilancio dello stato, impose l'istruzione obbligatoria, riformò i codici.

Gli successe Federico II (1740-1786) che combattè, per interessi dinastici, contro Maria Teresa d'Austria, ottenendo la Slesia nel 1742. Il re diede una migliore organizzazione interna al paese che si era ormai ingrandito: colonizzazioni, sviluppo del commercio e dell'industria, concessione di autonomie amministrative e religiose.

Nel 1756, quando scoppiò tra Francia e Inghilterra la guerra (Guerra dei Sette anni), la Prussia si trovò in una posizione difficile, facilmente esposta ad attacchi nemici. Attaccò la Sassonia ma si inimicò tutti i suoi alleati, in particolare i Francesi. La situazione difficile che si presentò per il paese (penetrazioni nel territorio e vittorie militari francesi) fu superata grazie allo spirito di sacrificio e alla fedeltà del popolo prussiano. Al termine della guerra, infatti, la Prussia conservò intatti i suoi territori e vide aumentare la propria influenza sull'Europa. Nello stesso tempo i possedimenti del Paese si allargarono con l'annessione di territori polacchi.

Alla morte di Federico II gli successe Federico Guglielmo II (1786-1797), che fu un buon politico, anche se non geniale come il predecessore. Nel 1792 combattè contro la Francia. Gli successe Federico Guglielmo III (1797-1840), che nel turbolento periodo in cui visse cercò la neutralità

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