GUERRA DI SUCCESSIONE
L'indebolimento austriaco in seguito alla guerra di successione polacca (1733-1738) induce le potenze europee a negare valore alla Prammatica sanzione. Francia, Spagna, Sassonia, Prussia, Baviera e regno di Sardegna non riconoscono Maria Teresa come imperatrice e scatenano la guerra di successione austriaca (1740). Questi stati sperano di impossessarsi dei territori asburgici. L'elemento propulsivo della coalizione antiasburgica sul piano politico e diplomatico è la Francia, sul piano militare la Prussia di Federico II.
Nei primi due anni di guerra l'esercito prussiano occupa la Slesia, Maria Teresa, che ha assunto il titolo di imperatrice, si rivolge all'Inghilterra, che diventa sua alleata nel 1743. Tuttavia nel biennio successivo le vittorie militari spettano agli eserciti francese e bavarese, che riescono a conquistrare Vienna (1744). Maria Teresa ripara in Ungheria.
Ma con il supporto finanziario inglese l'imperatrice arma un esercito ungherese e riconquista Vienna. Con un nuovo esercito austriaco, inoltre, penetra in Italia settentrionale. Il regno di Sardegna (governato dai Savoia) si allea con gli austriaci e, insieme, invadono il territorio francese. La Francia riesce in un secondo momento a respingerli, ma sono ormai compromessi lo scopo per cui era entrata in guerra.
Si conclude allora la guerra nel 1748 con la pace di Aquisgrana : l'Austria cede la Slesia alla Prussia e i distretti di Voghera e Vigevano al regno di Sardegna. L'egemonia austriaca torna ad affermarsi in Italia: la dinastia sabauda e il papato si alleano all'Austria; la Toscana entra nell'orbita asburgica dopo le nozze di Francesco Stefano di Lorena con Maria Teresa; i Borbone del Regno delle Due Sicilie abbandonano ogni avversione all'Austria.