La Francia, terminata l'età della reggenza con la maggiore età di Luigi XV, è da questi affidata al governo del vecchio cardinale Fleury, che vivrà abbastanza da reggerne le sorti per vent'anni (dal 1723 al 1743).
Anche qui gli interessi dinastici e nobiliari prevalgono su quelli di una fiorente società civile. Infatti, dopo il matrimonio (1725) di Luigi XV con la figlia di Stanislao Leczynski (il pretendente al trono polacco di cui si è già parlato - v. pag. 57), il Fleury, pur di ottenere il riconoscimento inglese dei diritti che il re francese ritiene di aver acquisito al trono polacco, accetta di proibire ai commercianti francesi ogni concorrenza ai traffici inglesi in America Spagnola (accordo anglo-francese di Parigi - 1726). Queste pretese della monarchia francese sul regno polacco scatenano, alla morte del re di Polonia Federico Augusto II, nel 1733, una seconda, grande guerra di successione dinastica.
Infatti il Leczynski, comparso improvvisamente a Varsavia, riesce a farsi eleggere re di Polonia con l'appoggio determinante della piccola nobiltà della Polonia occidentale. La grande nobiltà della Polonia orientale, però, non ne accetta il verdetto, e, riunitasi a parte, sceglie come proprio re Federico Augusto III, figlio del precedente sovrano.
Sul piano internazionale, il Leczynski è sostenuto dalla Svezia e dalla Francia, mentre Federico Augusto III è sostenuto dalla Russia e dall'Austria. Nasce così la guerra di successione polacca (1733-1738), combattuta per risolvere con la forza non soltanto la questione dinastica relativa al regno di Polonia ma anche gli altri contrasti che dividono le aristocrazie europee.
Da entrambe le parti in guerra, perciò la società civile è costretta a pagare gli elevati costi di uno scontro armato che non la riguarda, e che non è pagato, invece, proprio dai ceti che lo promuovono, per via delle immunità fiscali di cui godono tutte le aristocrazie europee.
La pace di Vienna (1738), con cui si conclude il conflitto, pur lasciando la Polonia a Federico Augusto III, assegna la Lorena alla Francia (compensando il duca di Lorena con la Toscana, su cui dall'anno prima non c'è più alcun legittimo sovrano, essendo morto senza credi l'ultimo dei Medici), l'Italia meridionale, Sicilia compresa, a Carlo di Borbone, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese, e i distretti di Novara e Tortona al Piemonte. Vere beneficiarie del, conflitto sono, dunque, le classi feudali di Francia e Spagna. Le prime ottengono, infatti, che i confini della Francia raggiungano il Reno, mentre le seconde trovano un nuovo sbocco nel regno delle Due Sicilie, che si costituisce sotto un ramo della dinastia borbonica.


Tratto da M.Bontempelli e E.Bruni "Storia e Coscienza storica" Trevisini Editore.