ATTIVITA': ORTO BOTANICO

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L'Orto Botanico Conservativo copre una superficie di circa 15.000 mq, è di proprietà del Comune di Treviso e viene gestito, per conto dello stesso, dall'Accademia Trevigiana per il Territorio. Vedi il sito web:
www.accademiatrevigiana.org

Situato presso il Liceo Scientifico Statale "L. da Vinci", è divenuto nel tempo strumento di collegamento tra il nostro Istituto e l'Accademia, avviando fra i due organismi una collaborazione sempre più varia e intensa.

E' suddiviso in due zone:

  1. il GIARDINO FITOFENOLOGICO, intitolato ad "A. Marcello", illustre fitofenologo veneziano;
  2. l'ORTO BOTANICO CONSERVATIVO dedicato a  "C. Spegazzini", insigne botanico e micologo trevigiano.

All'interno dell'Orto è stato realizzato un percorso didattico che, attraverso apposita segnaletica, introduce il visitatore nelle diverse aree (Giardino Fitofenologico, siepe planiziale, zona umida etc.) e gli consente di riconoscere le varie essenze botaniche presenti.

GIARDINO FITOFENOLOGICO

La fitofenologia è la scienza che studia il susseguirsi di tutte le fasi di sviluppo della pianta (dalla germogliazione fino alla caduta delle foglie e dei frutti) in stretta correlazione con l'andamento meteoclimatico.
L'osservazione fitofenologica ha applicazioni in diversi campi: agricoltura, selvicoltura, allergologia, bioclimatologia, telerilevameno, monitoraggio ambientale.

Il Giardino Fitofenologico è stato realizzato secondo parametri e criteri protocollari propri della rete fenologica europea. Infatti i cloni delle specie arboree ed arbustive messe a dimora (trentadue piante) sono gli stessi. Si tratta, in particolare, del Cornus mas L., Cornus sanguinea L., Ligustrum vulgare L., Robinia pseudoacacia L., Salix acutifolia Willd., Salix smithiana Willd., Salix viminalis L., Sambucus nigra L.).
Le piante sono state sistemate secondo una disposizione a QUINCONCE; le essenze, infatti, sono disposte in quattro file ad una distanza costante (otto metri) tra le piante e tra le file.

ORTO BOTANICO CONSERVATIVO

E' un importante serbatoio di specie e cultivar di interesse agronomico, storico, economico. Comprende circa 500 piante appartenenti ad una ventina di specie.
All'interno dell'orto conservativo, ci sono due zone molto interessanti: la siepe planiziale e l'area umida, entrambe tipiche del paesaggio e dell'ambiente della campagna veneta.

Siepe planiziale

Quest'area è stata progettata per ottenere una spessa siepe di alto fusto con un'alberatura di grandi dimensioni a esemplari piuttosto distanziati, intercalati ad alberi di seconda o terza grandezza e da specie arbustive con impianto abbastanza fitto. Le specie presenti sono state scelte tra quelle tipiche delle zone boschive planiziali. All'interno è stata prevista una zona leggermente sopraelevata, per creare condizioni di tipo collinare.
Vi troviamo alberi di prima grandezza quali Farnie (Quercus robur L.), Frassino (Fraxinus oxycarpa Bieb.); alberi di seconda grandezza quali Carpino (Carpinus betulus L.), Acero campestre (Acer campestre L.) e Olmo (Ulmus minor Miller).
Tra le arbustive: Sanguinella (Cornus sanguinea L.), Biancospino (Crataegus monogyna L.) e Ligustro (Ligustrum vulgare L.).
Per la realizzazione dell'area collinare, le specie messe a dimora sono: Roverella (Quercus pubescens L.), Rovere (Quercus petrea Liebl.), Carpino nero (Ostrya carpinifolia Scop.), Orniello (Fraxinus ornus L.), Castagno (Castanea sativa Miller), Corniolo (Cornus mas L.) e Nocciolo (Corylus avellana L.).

Zona Umida

E' stata realizzata con finalità conservative e didattiche. Nella realizzazione della vegetazione dello stagno si sono scelte specie autoctone e l'impianto è stato fatto con il prelievo di ecotipi rigorosamente locali, provenienti da fiumi, fossi, canali del territorio trevigiano. Il piccolo stagno è stato studiato in modo da poter presentare al suo interno e nel suo contorno, varie tipologie di vegetazione, tipiche delle zone umide locali.
Lungo le rive dello stagno, troviamo l'ontano (Alnus glutinosa (L.)Gaertner, il salice cenerino (Salix cinerea L.), il pioppo nero (Populus nigra L.).
Sul lato opposto dello stagno sono stati introdotti alcuni gruppi di specie dei canneti anfibi a tife (Typha latifolia L., T. angustifolia L.), sparganio o biodo (Sparganium erectum L.), giaggiolo (Iris pseudacorus L.), cariceti (Carex acutiformis Ehrh., C. elata All.).
Nelle zone semisommerse, troviamo la mestolaccia (Alisma plantago-aquatica L.) , la veronica (Veronica anagallis-aquatica L.), i giunchi (Juncus effusus L., Juncus conglomeratus L.), il gramignone maggiore (Glyceria maxima (Hartm.) Holmberg).
Nella parte centrale, più profonda, sono presenti il nannufaro (Nuphar lutea (L.) S. et S), il millefoglie acquatico (Myriophyllum spicatum L.) e la brasca a foglie sottili (Potamogeton pectinatus L.).
Sono state introdotte anche alcune specie di pesci (in particolare tinche e carpe). Si possono anche ammirare molti esemplari di animali giunti probabilmente col fango delle piante che sono state immesse, ad esempio limnee (Limnea stagnalis), libellule (Aeschna cyanea e Sympetrum sanguineum), e rane (Rana esculenta).