La
temperatura finale del cilindretto è maggiore rispetto a quella
iniziale ed il secchiello è a terra.
Il secchiello varia la sua posizione e il cilindretto di alluminio
varia la sua temperatura, perciò in entrambi i casi varia un
livello e per questa ragione si possono descrivere le due variazioni
con la stesa parola: in entrambi i casi diciamo che è variata
l’energia dell’oggetto.
Quando la temperatura di un corpo cresce diciamo che aumenta la sua
energia interna di tipo termico, quando un corpo cade diciamo che
diminuisce la sua energia potenziale gravitazionale.
La variazione di energia termica è uguale alla quantità
di calore misurata, la variazione di energia potenziale gravitazionale
la poniamo, per definizione, uguale ed opposta alla variazione di
energia termica, nel senso che se una diminuisce, l’altra aumenta
della stessa quantità, in base al principio di conservazione
dell'energia.
Rilevando i dati relativi al riscaldamento e al successivo raffreddamento
del cilindretto nel tempo, otteniamo un grafico in cui si osserva
che la temperatura dopo aver raggiunto l’apice massimo, comincia a
scendere, perché c’è una dispersione di energia nell’ambiente.
Anche nella fase di salita immaginiamo che la variazione dell’energia
interna misurata risulti minore della variazione di energia interna
prodotta dalla caduta del secchiello se il sistema fosse isolato.
Siamo allora in presenza di un errore sistematico che possiamo correggere
graficamente interpolando alcuni punti della curva di raffreddamento
con una retta in modo da ottenere la variazione di temperatura dovuta
alle dispersioni con l’ambiente durante la caduta.

Da quali grandezze dipende l’energia potenziale gravitazionale?
Cambiando
l'altezza di partenza della massa appesa o la massa stessa, cambia
la variazione di temperatura del cilindretto e quindi la variazione
di energia interna. La variazione di energia potenziale gravitazionale
dipende allora da queste due grandezze. Se si mantiene l’altezza di
partenza del secchiello costante e si varia la massa appesa, ripetendo
le misure con diverse masse, si possono riportare i dati in un grafico
e determinare la relazione tra energia potenziale gravitazionale e
massa. Lo stesso si può fare mantenendo costante la massa appesa
e cambiando l'altezza, per determinare la relazione tra energia potenziale
gravitazionale e altezza. Dall'elaborazione dei dati si trova che
la variazione di energia potenziale gravitazionale è direttamente
proporzionale alla massa e all'altezza.